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Lo sport a Scicli negli anni cinquanta
Parlare di sport a Scicli nel periodo del dopoguerra e della ricostruzione senza parlare dell'associazionismo cattolico non è possibile. Le problematiche giovanili, compreso il movimento sportivo, si sviluppavano in quel periodo a Scicli all'interno delle varie associazioni cattoliche che, organizzate nelle parrocchie dei vari quartieri, venivano discusse e sviluppate. L'associazione di fatto era in quegli anni un vero e proprio luogo di incontro e di svago. Il tennis da tavolo, il biliardino, il biliardo, il basket, il calcio, la bicicletta e l'atletica erano gli sport che venivano praticati nel suo interno in forma o di semplice passatempo oppure, ed erano molte le iniziative che in tal senso venivano portate avanti, sotto forma di tornei cittadini o diocesani.
Il C.S.I., che aveva una struttura nazionale, oltre a rappresentarne l'elemento di riferimento per la sua capacità organizzativa ma anche per la possibilità di proiettare il giovane o il gruppo all'esterno, era l'aggregazione sportiva, vicina al mondo cattolico, capace di sviluppare le varie attività sportive in un modo nuovo, senza dubbio più qualificato e, sotto l'aspetto agonistico, più competitivo.
Vari erano i tornei che a livello cittadino venivano organizzati soprattutto nel periodo estivo quando partiva il GREST ma varie erano le iniziative che si prendevano nelle varie discipline sportive anche nel corso dell'intero anno. Importanti furono i vari tornei di calcio, di pallacanestro, di tennis da tavolo o di calcio balilla che annualmente venivano organizzati tra le varie associazioni. Nel tennis da tavolo veniva organizzata la coppa "S. Cuore" e nel calcio la coppa "Città di Scicli". Iniziative diverse comunque venivano realizzate in tutte le discipline sportive.
La formazione dello Scicli calcio con nomi di prestigio quali Sandro Ciotti, Falcone, Spolverino, Riceputo ed altri, che riusciva ad infervorare i tifosi locali per il suo ruolo di leadership che aveva non solo in provincia ma anche e sopratutto a livello regionale, rappresentava per tutti i giovani della città l'emblema ed il fenomeno da imitare.
La parrocchia così, con la sua capillare presenza sul territorio, ne rappresentava lo strumento più congeniale per soddisfare questa esigenza.
Ma quello che inizialmente poteva riuscire a soddisfare l'esigenza dei giovani attraverso i vari campionati cittadini, tornei parrocchiali o interparrocchiali e le manifestazioni estive del GREST, con il passare degli anni e la maturazione di nuove e più complesse esigenze ma anche con il miglioramento del tenore di vita delle famiglie, non riusciva più ad interessare i giovani di Scicli che, viceversa, ricercavano una diversa presenza sportiva ed un ruolo più qualificato e competitivo.
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