Momento difficile per lo sport agonistico, formativo ed aggregativo a seguito dell’entrata in vigore del DPCM dell’8 marzo 2020 mirato a contenere il contagio pandemico del Covid-19.

Certamente non è stato facile trasformare le abitudini di motricità di giovani ed adulti in sedentarietà forzata o motricità limitata come non è stato facile trasformare il comportamento socializzante ed aggregativo di ciascuno con forme di individualità vissuta dentro le proprie abitazioni con la sola eccezione del collegamento virtuale mediante i social per rapportarsi con l’esterno.

Periodo difficile impregnato di consapevolezza individuale ma anche di discernimento tra ciò che è lecito e necessario e quello che invece può essere evitato perché non soddisfacente o semplicemente perché superficiale.

Momenti non immaginabili qualche mese fa ma che di fatto hanno creato in tutti, giovani e meno giovani, sentimenti di attesa ma anche di comunanza e di speranza non comuni abituati come eravamo a momenti di nichilismo e di superficialità sociale sia all’interno dei gruppi che nel modo di convivere con gli altri.

Le abitudini di stare insieme con i compagni, di condividere momenti di agonismo sportivo, di utilizzare al meglio il proprio tempo libero sono stati, in questo momento di isolamento forzato, annullati di colpo. Ciò ha alimentato lo spasmodico desiderio di ritrovare nuovamente quei momenti di amicizia e di affettività che prima costituivano il vero senso di appartenenza al gruppo.        

I pochi esercizi forzati fatti in casa intramezzati a collegamenti virtuali con il mondo esterno tramite i social media come Facebook, Instagram, Twitter, YouTube, Giochi online ecc. hanno consentito al giovane atleta di aiutarlo a trascorrere al meglio l’isolamento e non di più.

Ma ora con l’avvio della seconda fase il governo ha rallentato, in un certo senso, le restrizioni consentendo, come previsto nell’ultimo suo provvedimento ribadito ulteriormente dalla circolare diramata dall’ufficio per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 3 maggio 2020, un’apertura per gli allenamenti individuali e, a partire dal 18 maggio, anche per gli sport di squadra.

Con questa apertura del governo adesso limitata agli allenamenti individuali purché nel rispetto della distanza di sicurezza di almeno due metri per l’attività sportiva, e successivamente si spera anche per gli sport di squadra, ci si avvia ad una fase di ripresa, magari con una certa cautela, per le competizioni agonistiche.

La dirigenza della “Fernando Ciavorella”, come tutte le società che praticano sport di squadra, ha avviato il dibattito sul programma di ripresa dell’attività a partire da quella sospesa con il lockdown come le finali del torneo “Ciavorella” e quella legata alla prossima estate come il memorial “Francesco Ficili” ed il Campus Estivo Sport Vacanze e, cosa più importante, l’attività per la prossima stagione sportiva 2020-2021.

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